Sono ormai 13 anni che fedelmente commento l’incontro a dicembre, denominato “Pranzo degli auguri”. Mi sono presa la briga di sfogliare i pensieri del passato, sembrava quasi uno sfizio inutile,  invece mi è stato utile per notare  che,  pur rimanendo uguali le finalità, di volta in volta cambiano, di contro, le impressioni. Dipende certamente dagli anni che passano, in ognuno di noi lasciano un segno, a volte positivo, a volte saggio, a volte responsabile, a volte più spento. In questa specifica occasione, incontro del 7 dicembre scorso, mi ha colpito particolarmente la fedeltà.

Pur nella varietà degli eventi, nel susseguirsi delle persone, nelle diverse location scelte o nei menu proposti, c’è di volta in volta un trait d’union  che ci accompagna, appunto come fedele compagno di un viaggio che conduce ad una meta comune. Questo pensiero mi era passato per la testa già nel corso della Messa, nella chiesa di Fara Vicentino, avendo notato fin da subito, la presenza di Fedele, un nostro Associato che con fedeltà partecipa di anno in anno alla nostra festa. Tre volte fedele; 1) di nome, 2) per costanza nel partecipare, 3) perché crede in quello che fa.

La mia ripetizione della parola “fedele” è del tutto voluta, in quanto in essa si concentra il succo del mio pensiero, che vorrei riuscire a trasmettere a chi avrà la bontà di leggermi.

Questo ritrovarsi poco prima di Natale, non è uno sfizio, è propositivamente un bisogno di condivisione. Gli oltre 200 partecipanti al pranzo, hanno in comune un problema cardiaco che li ha messi alla prova. Chi direttamente, chi indirettamente (mi riferisco ai famigliari o alle persone che si occupano degli ammalati), ognuno con le proprie pene in cuore, con i loro problemi più o meno gravi, con le loro ansie, le delusioni, la paura. Ma anche con ritrovata speranza e fiducia, consapevoli di essere stati curati nel modo migliore, di essere stati spronati a reagire, a combattere, a vivere, felici di condividere con altri, problemi simili ai loro, di constatare che l’unione fa la forza, che la solidarietà dà sollievo, che lo scambio di opinioni e di esperienza risultano medicamentose, non solo al corpo, ma anche allo spirito. Nel corso della giornata si vivono momenti diversi, il primo è dedicato alla religione. Ci tengo a ricordare e sottolineare, con l’attenzione e il rispetto assoluto dei pensieri di ognuno, nessun obbligo a  partecipare, solo libera scelta personale, la nostra Associazione non ha scopi politici, né religiosi, né di lucro. In questa prima fase si nutre lo spirito, si dà spazio alla riconoscenza, al ricordo dei nostri Associati che ci hanno lasciato nel corso dell’anno… e stavolta i nomi erano 37… elencati uno ad uno, in ordine cronologico. Alcuni particolarmente attivi nell’Associazione, altri Soci fedeli da anni, altri più discreti e riservati ma sempre convinti dell’utilità e della forza morale, e non solo, di un gruppo. Il nostro Associato Fedele, fedelmente si propone con la sua voce baritonale a interpretare preghiere in musica. Non è facile, la temperatura fredda dell’inverno, la voce non ancora riscaldata come sarebbe necessario, il canto “a cappella” senza un supporto strumentale, sono elementi negativi che rendono più difficoltosa un’esibizione. Ma lui è presente, non solo con la voce, lo è soprattutto con il cuore e il giusto spirito di solidarietà, elementi essenziali per poter trasformare un canto tecnico in armonia melodiosa. A seguire, il pranzo, cioè la parte gastronomica dell’incontro. Il ristorante “Da Piero e Marisa”, a Fara Vicentino, è ormai collaudato ed apprezzato dai fedeli partecipanti e piacevolmente conosciuto a chi si presenta per la prima volta. Trovare difetti è impresa ardua, addirittura impossibile. Curato e pulito l’ambiente, sempre addobbato con gusto e fantasia in ogni occasione, gentilissimo il personale, sempre attento e garbato, pronto a soddisfare ogni richiesta, eccellente il cibo, ben presentato e curato nei particolari, senza uso di esaltatori di sapidità bensì semplicemente evidenziando i gusti naturali dei prodotti, di prima qualità, professionalità assoluta. La terza fase arriva  più tardi, quando, dopo le libagioni, arrivano spontanei gli abbracci, le risate, gli auguri, la voglia di raccontare, poi si viene assaliti da una soddisfatta serenità che risulta miracolosa contro qualsivoglia malattia. Fra tutto questo, non va dimenticata la presenza di Medici, di Sindaci, di Assessori, di Infermiere, di professionisti della salute,  questo sottolinea l’importanza dell’Associazione, che sempre più rappresenta una larga fetta della popolazione dell’Alto Vicentino. Sono state rese note delle percentuali a proposito, a mente vorrei dire oltre l’1% fra tutti gli abitanti, sicuramente la percentuale va considerata con occhio più generoso, ben sapendo che per ogni Associato ci sono dei famigliari che insieme condividono gioie, dolori, speranze.

Manteniamo quindi questa fedeltà salutare e positiva, sarà più facile affrontare gli ostacoli che la vita ci presenta e si troverà il coraggio per combatterli con il sorriso. A tutti voi un augurio di un sereno e propositivo 2020, con la gioia nel cuore! 

Gisella

RA-studio