Ogni anno l’Associazione Amici del Cuore Alto Vicentino organizza 2-3 corsi di rianimazione cardiopolmonare, che coinvolgono una trentina di familiari di pazienti Cardiopatici.

Il corso denominato “BLS” (Basic Life Support: supporto delle funzioni vitali) per operatori non sanitari (“laici”) si inserisce nell’ambito della formazione alla risposta di base all’emergenza nella popolazione ed è aggiornato alle ultime “Linee Guida internazionali per la rianimazione cardiopolmonare ILCOR ERC 2015”.

Ogni anno, in Italia, circa 60.000 cittadini muoiono in conseguenza di un arresto cardiaco (ACC), a insorgenza spesso talmente improvvisa da non essere preceduto da alcun sintomo o segno premonitore.

Le cause più frequenti dell’arresto cardiaco sono l’infarto del miocardio, le aritmie cardiache, l’annegamento, la folgorazione, l’asfissia, i traumi, gli avvelenamenti. La sopravvivenza per questo evento è inferiore al 10%; la carenza di ossigeno al cervello produce infatti lesioni che possono diventare irreversibili già dopo 4-6 minuti di assenza di circolazione. Le possibilità di prevenire questo danno dipendono dalla rapidità e dall’efficacia delle procedure di soccorso riassumibili nella corretta applicazione della Catena della Sopravvivenza. La letteratura scientifica internazionale ha infatti dimostrato che un soccorso tempestivo e corretto, in caso di arresto cardiaco improvviso, triplica la probabilità di sopravvivenza delle persone colpite.

Si definisce Rianimazione Cardio-Polmonare (RCP) l’insieme delle manovre atte a mantenere le funzioni vitali supportando artificialmente la circolazione e, se possibile, la ventilazione.  E’ essenziale che le prime manovre di soccorso, in primo luogo le Compressioni Toraciche Esterne (massaggio cardiaco), siano eseguite il prima possibile anche da parte di personale non sanitario (laico) perché rappresentano uno dei principali elementi che favoriscono la sopravvivenza di una persona colpita da ACC.

A questo primo e fondamentale trattamento può aggiungersi l’utilizzo di un Defibrillatore semi-Automatico Esterno (DAE). La defibrillazione consente, infatti, di interrompere le aritmie che hanno provocato l’arresto cardiaco, e le Compressioni Toraciche Esterne aiutano a mantenere vitali gli organi “nobili” (cuore e cervello) della vittima

In assenza di RCP l’efficacia del defibrillatore diminuisce del 10% per ogni minuto di ritardo, dimostrando in questo modo l’importanza di iniziare il prima possibile le manovre rianimatorie.

Obiettivi del corso

Far apprendere ai partecipanti la sequenza di rianimazione di base nell’adulto in arresto respiratorio e/o cardiaco e le manovre da eseguirsi in caso di ostruzione delle vie aeree da corpo estraneo.

Destinatari del corso

Il corso è rivolto a tutti coloro che possono trovarsi, per motivi personali o professionali, nella necessità di dover soccorrere una persona vittima di arresto cardio respiratorio.

Metodologia didattica

Per apprendere le manovre di base di rianimazione cardiopolmonare bastano poche ore di formazione. Il corso ha una durata di 6 ore: una prima parte teorica (1 ora) con una lezione frontale e una seconda dedicata alla pratica e all’esercitazione nelle “isole” di apprendimento con il manichino.

Aspetti legali del Primo Soccorso Laico

Il soccorritore volontario non medico, una volta espletato l’unico vero obbligo cui è tenuto, cioè la chiamata di attivazione del servizio medico di emergenza al 118/112, inizia le manovre rianimatorie di base e le continua fino allo sfinimento fisico, all’arrivo di un altro soccorritore, all’arrivo dell’ambulanza, ai segni di ripresa della vittima o all’arrivo del DAE, ma non può mai dichiarare il decesso della vittima.

Prestare soccorso in una situazione di emergenza è un dovere civico e morale di tutti ma è anche un ambito regolamentato da specifici articoli di legge, è dunque necessario approfondirne gli aspetti legali soprattutto per ciò che riguarda il soccorso laico, cioè quello prestato da soccorritore volontario non-sanitario.

I due principali articoli di legge che disciplinano questa materia in Italia sono l’art. 593 del Codice Penale “Omissione di Soccorso” e l’art. 54 del Codice Penale “Stato di necessità”. Il soccorso di una persona in difficoltà non è dunque solo un obbligo morale ma anche legale. Chiunque, trovando una persona incapace di provvedere a se stessa, per malattia di mente o di corpo, per vecchiaia o per altra causa, omette di darne immediato avviso all’autorità commette il reato di OMISSIONE DI SOCCORSO come sancito dall’Art 593 del Codice Penale.

Se nel prestare soccorso, il soccorritore dovesse procurare un danno collaterale alla vittima, come effetto del suo tentativo di salvargli la vita, questo danno che, in condizioni normali dovrebbe essere punito, viene, in virtù della legge, depenalizzato (Art 54 del Codice Penale, STATO DI NECESSITÀ). Come esempio di quanto scritto, possiamo portare il caso di un soccorritore che, effettuando le manovre di rianimazione (compressioni toraciche) atte a mantenere in vita una persona, dovesse fratturarle una o più coste. Questo fatto, non costituirebbe reato perché il danno è stato procurato con l’obiettivo di salvare la vita della vittima, quindi lo stato di necessità trasforma il fatto “aver fratturato le coste” da reato a non reato.

Pertanto è assolutamente necessario che le tecniche di base di rianimazione cardio-polmonare diventino un bagaglio di conoscenza comune e diffusa, e che sia tempestivamente disponibile un DAE al fine di non spezzare la sequenza di interventi delineati nella “Catena della Sopravvivenza”.

Amici del Cuore