A cosa servono i sogni, le emozioni, la fantasia? Non si toccano con mano, sono, per dar loro una definizione da dizionario: “Sensazioni che non hanno contatto diretto con la realtà”. Mi permetto di dissentire, poiché sono tenacemente convinta che, almeno alcuni astrattismi, riescano a trasformarsi in realtà. Diventano concrete le amicizie, l’amore, la socializzazione, il pensiero, i desideri, la voglia… Non si toccano con mano, ma si concretizzano nel cuore. Il cuore è il nostro muscolo principale, affinché funzioni adeguatamente va costantemente stimolato, allenato, tenuto vivo e pulsante. Tutta questa premessa pseudo filosofica, ha in realtà un senso pratico. Se si sarà in grado di mantenere attivo il cuore, ogni giorno sarà un giorno nuovo, tanti attimi da assaporare, da godere, da apprezzare, da amare.

In questo momento i miei pensieri sono rivolti alla gita di primavera, meglio sarebbe dire, alle emozioni della primavera. L’Associazione ha proposto tre giorni in Baviera, fra castelli, racconti, storia, miti, natura, arte, boschi, pascoli,

dolci e sinuose colline di un verde tenero di primavera, laghi, giardini, ironia, divertimento, cibo, amicizie, sorprese, movimento, interesse… Scusate se è troppo poco. Ed ecco che nel pomeriggio diventato improvvisamente estivo, mi fanno compagnia i ricordi, riassaporo i momenti di socializzazione vissuti solo una settimana fa, ancora sento addosso il beneficio di questa gradevolissima parentesi vacanziera.

Potrei decantare la meraviglia del castello di Herrenchiem, un gioiello nascosto da vegetazione florida in un’isola del lago Chiemsee. Modello ridotto della reggia di Versailles, con un particolare che, non solo la eguaglia ma addirittura la supera. La galleria degli specchi è ben 25 metri più lunga dell’originale francese. Potrei parlare del suggestivo castello di Neuschwanstein, delle sue infinite decorazioni dorate e rare, delle sale lussuose, della cucina ottocentesca ma dalla funzionalità moderna, oppure portarvi a Linderhof, nella solitudine dei boschi bavaresi, fra le fontane del parco, le scalinate, i fiori. Oppure insieme andare a Monaco, splendida città che offre meraviglie senza infondere l’ansia delle grandi metropoli. Potrei anche parlare di alcune sensazioni negative, ad esempio l’eccesso di sfarzo, di esibizionismo, di inutilità, di fanatismo. Le cose belle e preziose devono essere rare, non ammucchiate, non spudoratamente esibite, non eccessive. Potrei… ma non voglio. Preferisco dare sfogo alle emozioni e alle sensazioni del momento, lasciando le descrizioni turistiche a chi è più competente di me. 

Cosa mi è rimasto in cuore di questa “passeggiata” in Baviera? L’elenco è lungo, ma provo a sintetizzare, proprio per non rovinare l’incanto magico di un sogno. Sessanta persone adulte, molto adulte, la maggioranza con problemi di cardiopatia e forse altri acciacchi che non posso conoscere, ma tutti con addosso lo stesso entusiasmo di guardare, di vivere, di imparare, di divertirsi, di raccontarsi. Quel profumo di amicizia che aleggiava nell’aria calda di una primavera finalmente esplosa, un aroma che si univa in modo del tutto naturale alla fragranza dei fiori di maggio. Tanta voglia di sorridere, di scherzare, di ironizzare, lo stupore di assaporare cibi diversi, di osservare abitudini a noi sconosciute, di odorare profumi inusuali. La possibilità di gustare nuove amicizie, di scambiare opinioni, di condividere passioni. Ho avuto modo di dialogare piacevolmente con due sorelle, appassionate di giochi con le carte, una passione che mi appartiene fin dall’infanzia e che raramente viene valutata interessante tanto quanto appare a me. In loro ho captato lo stesso interesse e, devo dire, mi è piaciuto molto. La possibilità di spezzare il quotidiano vivere, tuffandosi in “avventure” diverse che stimolano spirito e corpo ad essere migliori, a dimenticare acciacchi e dispiaceri, a ritrovare il desiderio di sorridere ed amare.

In realtà, quello che ho scritto è null’altro che l’intento dell’Associazione, dare importanza alle piccole, grandi sorprese e novità che la vita ci regala. Amici del cuore non è solo cardiologia, medicine, cure, pasticche, che pur sono preziose, indispensabili salvavita, ma è anche essere amici del cuore inteso come luogo dei sentimenti, come medicina dell’anima e dell’umore, come passione ed entusiasmo che risultano determinanti per rendere il nostro muscolo più forte, vivo, sano e caldo. Grazie a tutti i partecipanti, agli organizzatori, a coloro che si prodigano per il bene, la salute, la serenità, alle infermiere che sempre ci seguono come angeli custodi, a chi ha saputo ridere, a chi dimostra forza e volontà nell’affrontare ostacoli e superarli con l’ironia, a tutti quelli che non ho nominato espressamente, ma che in qualche modo si sentono coinvolti nei miei pensieri. Grazie anche a chi non era con noi, perché non poteva esserci, perché erano esauriti i posti disponibili, per qualsiasi ragione. L’Associazione proporrà altre uscite, consideratela una medicina speciale e venite con noi, ne scoprirete delle belle!

Gisella Paolin

Amici del Cuore