Non ho mai avuto un buon rapporto con i numeri, mi sono più amiche le parole. Nonostante ciò ritengo doveroso sottolineare alcuni dati, augurandomi di non “dare i numeri” per davvero. L’Associazione è in continua crescita, ricordo quando più di un decennio fa ho iniziato a collaborare, gli Associati effettivi superavano di poco le trecento unità. Ora siamo oltre quota 1800, sei volte più di allora. Più Associati e naturalmente più storie da raccontare, più eventi da sottolineare, più soddisfazioni, più responsabilità. Ognuno di noi è un romanzo a sé, con nel cuore gioie, dolori, speranze, allegria. Non spaventatevi, non è mia intenzione raccontare biografie di ognuno, però questa considerazione mi ha aiutato a riflettere. Fra la “mission associativa”, oltre a Prevenzione e Riabilitazione, ha un’importanza rilevante, la Socializzazione. Gite, incontri, pranzi, sono momenti dove confidare pensieri. Certo non pubblicamente o a chicchessia, ma scegliendo un interlocutore, scambiando opinioni con chi si ritiene più amico di altri, raccontando percorsi o traguardi a coloro che hanno camminato lo stesso sentiero. Il Pranzo degli Auguri, quest’anno anticipato di un paio di settimane, si presta particolarmente a tutto quello che ho poc’anzi elencato. Ci si ritrova a Fara, dove viene celebrata una Messa di ringraziamento e nell’occasione si ricordano i nomi di tutti i Soci che ci hanno lasciato nel corso dell’anno. Tornano ancora i numeri, stavolta ahimè in negativo. Più di quaranta persone si sono incamminate verso quell’altrove a molti ignoto. Sono circa il doppio degli anni passati. In parte è un numero giustificato se lo si guarda con l’occhio della ragione, più Associati, più decessi… Ma se lasciamo parlare il cuore, che è per noi il muscolo che interessa maggiormente, anche inteso come luogo di sentimenti ed emozioni, si rimane attoniti. Ricordarli è però un po’ farli rivivere. Nessuno muore fintanto che resterà nel pensiero di qualcuno, ne sono convinta. Il Parroco don Francesco nell’omelia ha ricordato il Prof. Gallucci, primo cardiochirurgo ad eseguire un trapianto di cuore in Italia, a Padova. Era il 14 novembre 1985; lo scrivo a mente, senza una ricerca per documentare, ho già anticipato dal titolo, oggi “dò i numeri”… Parlando del Professore, il Parroco ha sottolineato una frase che mi è rimasta impressa “Un uomo d’ingegno ma anche d’impegno”, una consonante diversa per comprendere due significati che sintetizzano una vita. Dopo la Messa ci si sposta al ristorante, dopo l’anima si nutre il corpo. E ancora si parla di numeri. Poco meno di duecento le persone presenti al pranzo. Da “Piero e Marisa” una calda accoglienza, gentilezza, organizzazione, professionalità e vorrei aggiungere, profumo. Profumo di amicizia, che concorderete, non è così facile da descrivere. Deliziosa ogni pietanza proposta, ho assaporato con attenzione, cercando qualche piccolo difetto da individuare… Ma non c’è stato verso, tutto era semplicemente perfetto.

Mi rendo conto ora, scrivendo e ricordando quel giorno, che anche i numeri sanno parlare, sanno trasmettere pensieri, sanno descrivere un contesto aiutando le parole ad essere più complete. Il 2019 è iniziato da poco, spero regali ad ognuno di voi tanti bei numeri da vivere e, uniti ai sogni siano generosi di sorrisi ed entusiasmo. Auguri a tutti!

Gisella

Amici del Cuore