C’è chi nasce una volta ed è felice dei suoi giorni, altri nascono e trascinano le ore senza rendersi conto delle meraviglie che li circondano, chi invece preferisce combattere per cambiare un mondo che non gli piace oppure borbottare di tutto quello che non va, senza peraltro fare nulla per cambiarlo, chi si adagia, chi si intristisce, chi è angosciato, chi si sente sfortunato, chi è sereno chi è creativo… Poi c’è chi nasce due volte. Una rinascita corrisponde ad una seconda possibilità di riscatto. Se la prima vita è stata difficile, specie a causa della salute precaria, la seconda vita ti mette di fronte ad un nuovo mondo. Questo è successo al nostro Vincenzo, nato una prima volta con un problema cardiaco che gli impediva di svolgere moltissime azioni, fino a sfinirlo e portarlo verso un declino costante e spaventoso. Poi è nato una seconda volta, undici anni fa, grazie ad un trapianto di cuore che, nonostante il percorso difficile, lo ha portato ad amare la vita in modo entusiasmante. Quasi una smania di recuperare tutte le emozioni che fino a prima gli erano proibite. Vincenzo da undici anni a questa parte è un crescendo strepitoso di conquiste. Nei notiziari precedenti abbiamo documentato le sue prodezze sorprendenti, ma penso sia utile un breve riassunto. Ha percorso il Cammino di Santiago de Compostela (880 km), il Cammino de la Plata (oltre mille km), è sceso in bicicletta lungo la penisola italiana giungendo fino in Calabria, ha partecipato a cinque giochi europei per trapiantati di cuore e polmoni (Finlandia, Olanda, Lituania, Svezia e Italia) vincendo in ogni occasione numerose medaglie, è andato in Australia e Tasmania per raccontare alla radio italiana del luogo, la sua avventura e per sensibilizzare la gente all’importanza della donazione di organi. Sicuramente l’elenco appena esposto non è completo e probabilmente avrò dimenticato altre avventure, ma quello che ho elencato è sufficiente per comprendere il suo coraggio e la sua determinazione. E proprio nel corso dei giochi europei svoltisi in Italia, a Lignano, nello scorso mese di giugno, ci ha stupiti ancora. Ha vinto addirittura tre medaglie d’oro (corsa campestre 4 km, 1500 metri di atletica in pista, biathlon), una d’argento (gara di ciclismo 20 km) e una di bronzo (400 metri di atletica). Lui, intervistato da alcuni giornalisti (un articolo è apparso anche su “Il Giornale di Vicenza”) che chiedevano stupiti come possa un trapiantato di cuore ottenere risultati tanto meritevoli, ha risposto candidamente: “Essere trapiantato non vuol dire essere ammalato, malato lo ero prima, il trapianto è invece una guarigione”. Valutando le imprese di questa sua seconda vita non possiamo che essere d’accordo con lui. Grazie Vincenzo, il tuo coraggio, la tua forza, la tua buona volontà e la tua determinazione, sono uno stimolo visibile e concreto per farci comprendere che la vita va vissuta, affrontata, combattuta e assaporata nelle gioie e soddisfazioni che ci propone. Sei la “mascotte” della nostra Associazione, un “testimonial” che trasmette positività, un giovanissimo undicenne che alberga nel corpo di uomo maturo. Che la tua seconda vita ti regali tantissime altre emozioni gratificanti, noi gioiremo insieme a te, di riflesso. L’entusiasmo è contagioso!

Gisella

Amici del Cuore