Mentre scrivo, sono assillata, fra le altre cose, a raggruppare le infinite scartoffie utili a presentare la denuncia dei redditi. Come spesso succede, almeno a me, mi distraggo con eccessiva facilità. La mia mente vola fra le nuvole ed oggi, devo dire, il mio habitat è fantastico, nuvole dove far passeggiare i miei pensieri, ce ne sono a volontà. Ecco che, camminando fra un cirro, un nembostrato, un lenticolare, un ricciolo, ho pensato a cosa succederebbe se nella denuncia dei redditi venisse calcolato, al posto di spese, introiti, uscite, entrate di ordine monetario, quello che si può definire “capitale umano”. Un termine che ho spesso sentito utilizzare dal Presidente Pastore e del quale mi approprio in quanto si presta perfettamente al mio pensiero. Presentare al “commercialista delle emozioni” un elenco diverso che non contempli la “materialità” ma che invece sia indirizzato a dedizione, impegno, tempo, buona volontà, propositi, “astrattismi” spesso concreti (scusate l’ossimoro) che, accumulati, possano rendere la tassa meno onerosa. Uno scorporo alla difficoltà della vita o “all’astratta concretezza”. Sono elenchi che ogni Volontario, in qualsiasi campo operi, potrebbe segnalare a proprio favore. Ma non lo vedrete mai, in nessun luogo, in nessuna pagina, in nessun foglio. Proprio in quanto Volontario spassionato, non perderà mai minuti preziosi del proprio tempo a stilare prodezze bensì utilizzerà quei momenti per occuparsi degli altri, per aiutarli, ognuno con i propri mezzi, le proprie capacità, le proprie attitudini, si occuperà di regalare un sorriso, alleviare una pena, consolare un affanno. Da oltre un decennio ho contatti diretti con la nostra Associazione; i Volontari sono numerosi. Nel corso degli anni molti sono andati in quell’altrove che personalmente non riesco ancora ad identificare. A loro è rivolto il mio pensiero del momento, tante persone che hanno un nome, un cognome, un’identità. Non sono questi però i dati che a noi interessano, loro hanno principalmente un cuore generoso, un volto sorridente, delle mani che aiutano, dei piedi che camminano insieme a chi ha gambe troppo fragili. Li vorrei ringraziare ufficialmente, persone che hanno saputo donare il loro tempo al prossimo, spesso trascurando impegni personali e coinvolgendo la famiglia in azioni che esulano dal quotidiano vivere di una coppia o di un nucleo. Si chiamano Mario, Antonio, Giuseppe, Lino, Umberto, Pietro, Imelda… i nomi non contano, ciò che vale è quel che sono stati e quello che hanno dato. La loro denuncia dei redditi sarà in attivo e dal mondo avranno solo crediti da riscuotere; si chiamano “riconoscenza”. Grazie a tutti loro che, se pur “andati avanti”, continuano a rimanere vivi nei nostri cuori

Gisella

Amici del Cuore