Gisella

Per raccontare le emozioni e le sensazioni della gita sociale di primavera, avvenuta nei giorni 27 e 28 maggio scorsi, voglio scomodare addirittura Empedocle.    Non è questo il luogo dove trattare di filosofia, noi ci occupiamo di cuore, di cardiopatie, di prevenzione, di riabilitazione. Quei due giorni trascorsi in Slovenia però hanno fatto riaffiorare alla mente vecchie conoscenze scolastiche che mi hanno portato ad identificare quella terra come un insieme di cose che completano il mondo, i regni del cosmo in cui tutte le cose esistono.    I quattro elementi di cui parlo sono: terra, aria, acqua e fuoco.    Nel corso dello scritto emergeranno uno per uno per sottolineare che tutto dipende da tutto e che quindi anche la filosofia riesce sorprendentemente ad andare a braccetto con il cuore.

Il fuoco lo troviamo nel titolo, un “love” fatto di fiamme, inserito nel nome dello Stato. Solo questo potrebbe bastare a evidenziarne il calore della passione, ma c’è dell’altro. La passione l’ho captata in vari momenti, ad esempio nell’enfasi dimostrata da Eliano, la nostra guida.   Lui ha definito la Slovenia con tre semplici aggettivi; bella, piccola, giovane; io vorrei definire lui allo stesso modo, tre aggettivi diversi per raccontare un uomo: simpatico, ironico, preparato.   Lui, che risulta sloveno solo di adozione, è riuscito a integrarsi e a trasmettere il fuoco dell’amore verso una terra che lo ha saputo accogliere a braccia aperte. Tutto il gruppo, ed eravamo numerosi, ben 61 i partecipanti, si è lasciato trasportare dai suoi racconti, dalle spiegazioni che non sono state meramente nozionistiche bensì condite da aneddoti, commenti spassionati, attualità e particolarità. Sono in realtà le parole che rimangono in testa più facilmente.

Sciorinare date o concetti astrusi, risulta prevalentemente negativo e poco assimilabile.

L’elemento terra è ricorrente; terra coltivata, terra da coltivare, boschi, terra d’arte, terra conquistata o, per meglio dire, riconquistata. La Slovenia infatti è indipendente solo dal 1991 e risulta territorio da riscoprire e modellare con nuovo entusiasmo.

La giovinezza si respira anche nell’aria. Mi sono seduta sul lungolago ad osservare il movimentato andirivieni di quel giorno di fine primavera, caldo e soleggiato. Le persone che passeggiavano erano prevalentemente giovani, numerosi i bimbi, le famiglie, tante le mamme in dolce attesa. L’elemento aria ci ha parlato di vita nuova, di voglia di costruire, di andare verso il futuro con buoni propositi. Non è così naturale e scontato, un quadretto tanto vivace e promettente non lo vedevo da tempo.   Lubiana è una città viva e colorata, con i suoi ponti che permettono di spostarsi agevolmente da una sponda all’altra del fiume Ljublanjca che attraversa la città.   Si passeggia fra i monumenti, i tavolini dei bar e ristoranti sul lungofiume, fra strade pulite che rivelano un rifacimento recente, con l’attenzione al rispetto dell’ambiente, del riciclo, dell’ordine.   L’aria ci ha permesso di odorare poesia grazie alla presenza costante e palpabile del suo poeta più noto, France Preseren o ammirando alcune opere dell’architetto Joze Plecnik.

Il quarto elemento, ultimo ma non ultimo,  è quello che mi ha affascinato maggiormente e sto parlando dell’acqua. L’acqua è presente nello splendido lago di Bled, un lago che non ha emissari, ma è di origine glaciale, formato da micro sorgenti sotterranee. Bled  avvolge di serenità e meraviglia; le barche, rigorosamente a remi (proibiti i motori a scoppio) trasportano i turisti facendoli scivolare placidamente sulle acque color smeraldo fra una cornice di verde, di pace e, quel giorno, anche di sole e di azzurro. La meta è la piccola isola al centro del lago. Dall’attracco si sale per 99 gradini dove, oltre ad un panorama splendido, è possibile visitare una chiesetta che risale al decimo secolo se pur nel corso degli anni, a causa di vicissitudini che evito di raccontare è stata ricostruita o rimaneggiata più volte. La costruzione attuale è del diciassettesimo secolo.  Siamo saliti sul campanile, stupefacente la scala che apparentemente sembra una sola e che poi si scopre essere doppia. Ha una via per salire e una per scendere,  una non interferisce con l’altra, quasi una sorta di magia architettonica o ingegneristica.  Come ci ha spiegato Eliano, la chiesa e tutto il contesto in generale,   hanno perso la sacralità di un tempo ed è ora diventato luogo prevalentemente turistico dove prevalgono la confusione, lo stupore, il divertimento e restano escluse invece preghiera e meditazione, scopo principale della loro costruzione.  L’elemento acqua ha infine dato il massimo di sé alla gola di Vintgar. Vorrei definirla con un ossimoro: “orrendamente splendida”! Mille-seicento metri da percorrere lungo passerelle di legno, ponti, rocce, acqua spumeggiante e vivace, cascatelle di varia grandezza, coloratissimi laghetti tonfani che risulta impossibile descrivere a parole. Il caldo intenso della giornata soleggiata è stato mitigato dall’ombra delle rocce, dagli spruzzi frizzanti del ruscello e soprattutto dallo stupore del paesaggio che ha impedito qualsivoglia pensiero negativo. A mio parere la vera chicca del viaggio, la classica ciliegina sulla torta, che riesce a trasformare un qualcosa di bello in qualcosa di magnifico. Tutto questo è stato incorniciato da una complicità rilevante e ancora una volta il vero scopo dell’associazione è stato ottenuto. Socialità, buonumore, armonia, arte, geografia, storia, natura, diletto… il tutto inserito nei quattro elementi che danno la vita!

Gisella

Gola del Vintgar

Lago di Bled – passaggio con barche a remi

Lago di Bled

Lubiana – chiesa dei Francescani

Lubiana – Municipio

Lubiana – ponte a tre arcate

Amici del Cuore