Care Amiche, Cari Amici desidero rendervi partecipi dell’intervento, proponendovi alcune parti, che ho tenuto al XIX° Congresso Nazionale di Conacuore svoltosi a Modena lo scorso 20 maggio 2017.
Il tema trattato era: “La prevenzione primaria a 360 gradi, ad iniziare dalla giovane scuola e dalla giovane famiglia”.

Tutte le Associazioni prevedono nella propria mission associativa la “diffusione della cultura della prevenzione” però, anche se tutte svolgono questa attività, c’è modo e modo di raggiungere tale importante e nobile obiettivo.

A fronte di punte di eccellenza ritengo che la media non sia particolarmente elevata e la ragione sta nel fatto che, essendo le Associazioni composte da Volontari, esistono notevoli differenze dovute a sensibilità, capacità e competenze diverse.

Ricordo peraltro che la competenza è efficacia!

Per raggiungere obiettivi di efficienza ed efficacia sono fondamentali, a mio avviso, i rapporti tra le Associazioni e gli Enti Pubblici e per Enti Pubblici intendo: le ULSS, le Amministrazioni Comunali e Regionali, gli Istituti Scolastici di ogni ordine e grado.

L’obiettivo amministrativo/gestionale dei medesimi è focalizzato prevalentemente, purtroppo, nel breve termine per cui la prevenzione, nella sua accezione più ampia, viene considerata un costo e non un investimento.

La Sanità Veneta sta vivendo una profonda revisione nella distribuzione delle ULSS, come del resto già accaduto in altre regioni, scese da 21 a 9 con tutte le problematiche amministrative ed organizzative connesse. Questo fatto, di per sé utile e lodevole, si accompagna frequentemente ad una classe dirigente e politica di modesto spessore che va a riflettersi sui rapporti tra le nostre Associazioni e le diverse Amministrazioni Comunali.

Fino a qualche tempo fa l’esperienza e la conoscenza erano garanzia di competenza. Ora la competenza è associata a una cultura castale, dunque viene vista come sospetta, l’esperienza viene accomunata all’élite e quindi rigettata. Questo perché l’uomo nuovo viene dal nulla, è un cittadino allo stato puro, quasi sempre senza qualificazioni e senza altra qualità che la medietà neutra. In questi tempi l’incompetenza è anche prova di verginità politica e l’ignoranza appare la conferma della genuinità.

Cari Amici, le Associazioni si stanno confrontando con questa realtà ovviamente non identica in tutte le zone del Paese.

Oltre a questo dobbiamo considerare svariati livelli di diseguaglianza nella salute dei cittadini. In sostanza alcuni hanno una salute migliore di altri: non è solo effetto del caso. Questa diseguaglianza è quasi sempre direttamente collegata a una diseguaglianza nella società e nell’economia: dunque non è inevitabile. Se non la riduciamo siamo di fronte ad una profonda ingiustizia. Si può quindi concludere che l’ingiustizia sociale uccide su larga scala.

È necessario quindi promuovere un’alleanza tra le Associazioni e gli Enti Pubblici caricandoci dell’onere relativo alla conoscenza delle varie forme di prevenzione da parte di queste nuove realtà, stimolando anche una partnership con modalità da individuare, fatte salve le rispettive responsabilità e competenze.

Questo dobbiamo leggerlo anche in funzione della Legge sulla riforma del Terzo Settore entrata in vigore lo scorso 3 agosto.

Per fare questo dobbiamo utilizzare al meglio il “capitale umano” di cui disponiamo costituito da migliaia di donne e uomini che quotidianamente si impegnano donando competenza, tempo ed energie.

Dobbiamo acquisire la consapevolezza che rappresentiamo una buona parte del futuro della nostra Società/Sanità ricordandoci di  evidenziare le best practices presenti sul territorio.

Per quanto riguarda la prevenzione primaria esiste quindi un ampio spazio da colmare consapevoli che in sanità si muovono interessi e controparti politiche che li sostengono o contrastano. L’Italia gode, generalmente, di un buon servizio sanitario pubblico, universale e gratuito nella maggioranza dei casi. Gode di buone competenze, esperienza e ottimi risultati adeguati alla modernità delle nuove tecnologie.

Eppure la prevenzione fatica a decollare!

La prevenzione non arricchisce, non è commerciale ed ha pochi sponsor politici. Per tali ragioni raccoglie interessi scarsi. Si scontra, inoltre, con chi crede alle favole di rimedi naturali e non vaccina i propri figli, oppure eccede in abitudini tanto naturali quanto deleterie (cibo), senza considerare che è proprio la natura ad eliminare chi s’ammala ed è più fragile degli altri.

Proprio per quanto sopra espresso ritengo che il recupero debba avvenire dal basso quindi anche dalle nostre Associazioni che devono rappresentare il sale per la Comunità di appartenenza, lo stimolo per i pubblici amministratori coinvolgendo, anche se non sarà facile, i Dirigenti Scolastici e i Comitati dei Genitori, i Consigli di  Istituto proponendo obiettivi concreti, chiari e raggiungibili e monitorando la strada percorsa.

Argomenti questi che il “l’ente pubblico” fatica a metabolizzare e a condividere se non in casi rari.

Per concludere ricordo a tutti che non c’è alcun vento favorevole per quel navigatore che non sa dove andare!

Adriano Pastore

Amici del Cuore