Giorgio Ballico

L’escursione del 24 giugno scorso sull’altopiano di Tonezza, ha riscosso particolare interesse perché in quella giornata aspetti ambientali, storici e letterari si sono gradevolmente intrecciati.

Ci ha accompagnato il prof. Liverio Carollo che già in passato fu nostra guida in altri itinerari.

L’altopiano di Tonezza ha il pregio di essere appartato e quieto. Isolato com’è tra Val d’Astico e Val di Rio Freddo, non ha conosciuto lo sviluppo viario ed edilizio di altre aree vicine e conserva pregevoli angoli di natura intatta: si veda il sentiero Excalibur o la quiete remota delle contrade di Valle, situate nei pressi dei dirupi che calano in Val della Sola.

Sono quegli angoli che in passato abbiamo visitato con il nostro socio e amico Gastone Dalla Via, tonezzano d’origine. Non potremo più contare sulla sua disponibilità e competenza: purtroppo è venuto improvvisamente a mancare qualche mese fa. Lo ringraziamo per quanto ha fatto per il nostro gruppo.

L’altopiano di Tonezza sotto il profilo culturale – letterario vanta significativi ricordi del Fogazzaro. Lo scrittore vicentino dimorò spesso qui.

Fogazzaro, avendo sposato una Valmarana, frequentava spesso Velo d’Astico e Tonezza e da questi luoghi prese spunto per l’ambientazione di alcuni suoi romanzi (“Piccolo mondo moderno”, “Daniel Cortis”, “Leila”).

Nella nostra escursione abbiamo quindi percorso l’itinerario a piedi che collega i luoghi resi celebri dallo scrittore.

Tonezza rimanda anche profondi echi storici, avendo intensamente vissuto due guerre mondiali.

Per la prima basti ricordare le tragiche vicende del Cimone; ma anche la seconda ha lasciato segni cospicui. Qui combatterono i partigiani della brigata “Pasubiana” del comandante “Turco” e tra essi operò a lungo la Missione britannica guidata dal Magg. John P. Wilkinson (nome di battaglia “Freccia”). Essa aveva il compito di tenere i collegamenti tra il Quartiere Generale Alleato e le formazioni partigiane. Ciò sia in vista degli obiettivi da colpire sia per organizzare gli aviolanci ed i rifornimenti a favore dei combattenti.

Il Maggiore “Freccia” trovò la morte proprio a Tonezza, in Val Barbarena, in seguito ad una imboscata tesa da militari del Corpo di Sicurezza Trentino che operava a fianco dei nazisti.

Nel corso della camminata ci siamo portati alla lapide che ricorda il suo sacrificio e che stimola il passeggero a meditare sui valori della libertà e della pace.

Un’escursione favorita dal bel tempo che ci ha riempito la giornata.

Giorgio Ballico

Passeggiata a Laghi

Rifugio Campogrosso

Passeggiata a Laghi

Passeggiata a Laghi

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