L’incontro pre natalizio fra Associati è ormai una consuetudine  alla quale è difficile rinunciare. Anche le persone con maggior difficoltà fanno il possibile per essere presenti. L’ho ripetuto spesso in questi anni e non me ne dovrei stupire, però ogni volta resto colpita da qualche particolare e alla fine viene riconfermata l’opinione di sempre; stare insieme è terapeutico e si rivela utile per affrontare con maggior consapevolezza e speranza le difficoltà che la vita ci presenta. Era il 10 dicembre, la giornata  limpida e serena, come molte altre ne sono susseguite in questo inverno. Dalla posizione strategica della chiesa di Fara, dove è stata celebrata la Messa esclusivamente per noi, si godeva di uno splendido panorama. Temperatura fresca, com’è normale aspettarsi in questa stagione. Gli Associati sono giunti infreddoliti e intabarrati nelle loro giacche scure e pesanti, sembrava quasi una fotografia dell’anima. Essendo formata da persone cardiopatiche l’Associazione mette insieme problemi e difficoltà legate da uno stesso fil rouge e naturalmente non lesina pensieri, preoccupazioni, timori. Si arriva all’incontro carichi di questo peso da portare sulle spalle e dentro il cuore. Poi però le cose cambiano, in maniera del tutto spontanea e naturale. Ascoltando le pene di molti ci si rende conto di non essere soli, spesso si condividono gli affanni, altre volte si realizza di essere più fortunati di altri, in ogni caso, si svuotano cuore e cervello da quanto ci preoccupa e ritorna spontaneo il sorriso. Le scure giacche pesanti lasciano spazio ad abiti più vivaci, più leggeri, più intrisi di gioia e buon umore. Ci siamo ritrovati in molti,  circa 170 persone. Alcuni erano presenti per la prima volta, altri sono dei fedelissimi ormai da anni. Io mi sono seduta vicino ad una coppia entrata di recente in Associazione. Inizialmente intimiditi  perché fra i volti nella sala nessuno era a loro familiare. Si captava un certo disagio nei loro occhi  e la sensazione che si sentivano  quasi fuori posto era palpabile. Sono stati sufficienti pochi minuti per far tornare loro il sorriso, nell’aria aleggiava profumo di amicizia ed entrambi ne sono rimasti contagiati piacevolmente. La tensione sui loro visi si è trasformata presto in serenità, essere attorniati da persone che condividono un problema fisico simile o più o meno grave, li ha fatti sentire meno soli. Detto questo, aggiungo qualche elemento ufficiale per dire come si è svolta la giornata. Messa in chiesa a Fara, come ho già detto, dove sono stati elencati  i 27 nomi degli Associati che ci hanno lasciato nel corso del 2016 e dove, a fine Celebrazione, il nostro Associato Fedele (di nome e di fatto) Collareda, ha concluso con un canto liturgico facendo dono della sua voce baritonale, ormai conosciuta dai frequentatori abituali, sempre gradevole e ammirevole. Al Ristorante “Da Piero e Marisa” presenti al pranzo numerosi Medici di Cardiologia, infermiere e fisioterapiste di CardioAction e palestra, due Sindaci del territorio e la Direttrice Sanitaria Dott.ssa Licia Sartori che si è meravigliata nel vedere una partecipazione tanto numerosa.  Pranzo ottimo, ambiente caldo e ben curato, servizio professionale e tanto affiatamento fra i partecipanti. Nel corso del pranzo sono stati distribuiti gli ultimi sacchetti di noci della campagna “Le Noci del Cuore”, il cui ricavato, ricordo, è stato devoluto a Conacuore e verrà  utilizzato per la ricerca indirizzata alle  malattie cardio vascolari. Alla luce di tutto questo si evince che l’incontro non è pensato esclusivamente ad uno scambio di auguri (se pur questo è uno dei propositi) bensì va considerato come una terapia amichevole dove ricordare gli amici che non ci sono più, conoscere meglio coloro che fanno parte del gruppo, instaurando nuove amicizie, scambiando opinioni e aumentando la fiducia nella guarigione riuscendo ad affrontare il problema con maggior serenità. Si torna a casa non appesantiti dal cibo generoso ma alleggeriti da molte pene in cuore lasciate scivolare fra una chiacchiera, una confidenza, una risata. Auguro a tutti un felice 2017 da affrontare con la consapevolezza di non sentirsi soli. Per quel che ci riguarda, già ci sono in calendario molti programmi di socializzazione dei quali sarete debitamente avvisati di volta in volta e che vi invito a considerare. Grazie a tutti, presenti al pranzo, presenti virtuali ma impossibilitati alla presenza fisica, assenti e sostenitori,  che la vita vi sorrida!   

Gisella