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Care Amiche, Cari Amici,

chiedo scusa a tutti voi per non avere editato L’Informacuore del secondo trimestre e fatto uscire in ritardo questo del terzo trimestre 2016: è la prima volta che accade in quindici anni!

Lo scorso mese di aprile ho subito un intervento di rivascolarizzazione presso l’Ospedale Alto Vicentino di Santorso e, conseguentemente, l’attività associativa ha subito un rallentamento. Molti Associati hanno telefonato manifestando stupore per la mancata edizione: li ringrazio per l’affezione dimostrata e confido che l’Associazione recuperi il tempo perduto.

Nell’Editoriale del secondo numero de L’Informacuore del 2015  avevo proposto alcuni spunti di riflessione in merito alla riorganizzazione della Sanità Veneta. Segnalavo alcuni punti di forza ed alcuni di debolezza. Auspicavo una riduzione del numero delle ULSS Venete come già praticato da altre Regioni. Le decisioni della Regione Veneto sono andate ben oltre le aspettative: le 21 ULSS sono scese a 9 ed è stata decisa l’incorporazione dell’ULSS 4 Alto Vicentino nell’ULSS 3 di Bassano del Grappa. Da questa fusione nascerà l’ULSS 7 “Pedemontana”.

Speriamo che questi accorpamenti producano non soltanto  recuperi di carattere economico ma anche e soprattutto benefici nella qualità delle cure, obiettivo primario della sanità pubblica.

Nei mesi scorsi la stampa nazionale ha trattato l’argomento della prevenzione, campo nel quale la nostra Associazione svolge un ruolo importante attraverso i Centri di Prevenzione, le serate/mattinate di formazione e  informazione, l’attività fisica protetta, corsi di vario genere  e molto altro ancora.

Trattasi di una partita – quella della prevenzione – che si vince giocando d’anticipo sulla malattia: più precoce e precisa è la diagnosi, più efficace e meno impegnativa è la cura.

La tutela della salute della popolazione – “faccio in modo che tu non ti ammali” – deve essere il caposaldo del sistema sanitario altrimenti ci  troveremo in un sistema incapace di far fronte alla richiesta di esami diagnostici e preventivi della medicina moderna. Di qui le liste di attesa, i costi dei ticket che penalizzano i cittadini meno abbienti, le difficoltà di erogare servizi in alcune aree del Paese.

La cultura della prevenzione non si è sviluppata infatti in modo omogeneo tanto che si è creata un’Italia a due velocità, con molte Regioni che si sono organizzate per visite ed esami tempestivi, e altre che sono rimaste indietro.

Altro argomento trattato è la medicina difensiva. Si sta infatti diffondendo rapidamente la tendenza di pazienti e familiari a fare causa al proprio medico per qualsiasi dubbio sull’operato del medesimo. Il risultato è che molti vivono nella paura di essere trascinati in Tribunale e per questo scelgono di prescrivere esami che possano dimostrare che tutto il possibile è stato fatto. Il medico rischia di fare ciò che lo tutela di più invece di ciò che è nel reale interesse del paziente.

Siamo quindi di fronte ad una minaccia per la qualità del nostro sistema sanitario che, fino ad ora, sta resistendo nella sua eccellenza grazie soprattutto alle doti umane e scientifiche dei propri medici.

Adriano Pastore