Evolani e Scapin - 2

Il legame tra attività fisica regolare e una significativa riduzione del rischio cardiovascolare è ben sostenuta dal punto di vista scientifico.

Si evidenziano numerosi benefici per il corpo:

• Riduce il rischio di infarto e patologie cerebrovascolari.

• Aiuta a controllare il peso corporeo, la pressione arteriosa,il colesterolo.

• Riduce il rischio di diabete e di osteoporosi.

• Migliora la circolazione del sangue fornendo maggior ossigenazione ai tessuti.

Altri vantaggi per la mente:

• Riduce le tensioni e la capacità di controllare lo stress.

• Rafforza l’autostima, contenendo l’ansia e la depressione.

• Facilita la socializzazione.

L’importanza della regolarità e della costanza dell’esercizio fisico è evidenziata da alcuni studi che riportano come i benefici dell’esercizio diminuiscono dopo 2 settimane se l’attività fisica è significativamente ridotta e scompaiono dopo 2-8 mesi se l’attività fisica non è ripresa.

Da sottolineare inoltre come l’attività fisica regolare riduca la possibilità che i pazienti affetti da patologie cardiovascolari possano andare incontro a recidive o a un peggioramento delle proprie condizioni di salute, migliorando la qualità della vita.

QUALE PROGRAMMA DI ATTIVITÀ FISICA SCEGLIERE?

L’attività fisica nella prevenzione secondaria cioè in pazienti affetti da cardiopatia (es: con pregresso infarto miocardico, bypass coronarico, angioplastica coronarica, angina pectoris) deve essere di tipo aerobico, non eccessivamente stancante e divertente.  Bisogna considerare la possibilità di eseguire il programma di attività in palestra per minimo 40-50 minuti per 2 volte a settimana, senza omettere l’attività quotidiana ( camminata, cyclette, nordic walking…) di almeno 30 minuti. Inoltre il coinvolgimento di familiari facilita la costanza della frequenza.

L’attività specifica per il sistema cardiovascolare che viene svolta nella palestra di Malo, del centro giovanile, da professioniste sanitarie (fisioterapista e infermiera) prevede la suddivisione della stessa in 3 fasi:

• RISCALDAMENTO

• FASE ALLENANTE

• RECUPERO

L’associazione nella palestra ha un carrello delle emergenze con in dotazione un defibrillatore e un AMBU (per supportare la ventilazione manualmente) per eventuali urgenze e gli operatori sono formati e costantemente aggiornati all’utilizzo degli stessi.

Prima dell’inizio dell’attività l’infermiera controlla i valori pressori e lo stato di benessere individuale, fornendo a coloro che necessitano di cardiofrequenzimetro.

L’attività tiene presente dei fattori di rischio individuali e di eventuali limitazioni fisiche (artrosi, protesi, pregressi interventi).

Nella fase di riscaldamento (15 minuti circa) c’è un aumento del flusso sanguigno, un aumento graduale della frequenza cardiaca e la mobilizzazione delle grandi articolazioni.

Viene svolta a corpo libero.

La fase allenante (30 minuti circa) consente di aumentare e mantenere la frequenza cardiaca nei valori “allenanti”.

Viene svolta sia a corpo libero sia con l’ausilio di piccoli attrezzi (step, bastoncini, pesetti, palloni). Inoltre sono a disposizione due cyclette per coloro che non riescono a sostenere l’attività proposta che viene comunque diversificata e individualizzata il più possibile.

La fase di recupero (15 minuti circa) riporta la frequenza cardiaca entro 10-20 battiti rispetto alla frequenza cardiaca di riposo individuale e previene l’insorgenza di rigidità muscolare.

Viene svolta sia a corpo libero sia a terra con il tappettino.

Le fasi iniziali e finali vengono svolte in cerchio per favorire l’aggregazione e la socializzazione dei vari componenti del gruppo, certe che l’aspetto relazionale dell’attività fisica svolga un ruolo fondamentale nel coadiuvare il recupero delle persone.

D.ssa Vittoria Evolani

A.S. Daniela Scapin