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Ne L’Informacuore di marzo/aprile 2014 dettagliavamo la nostra erogazione a favore di Medici con l’Africa Cuamm di Padova destinata all’Ospedale di Yrol nel Sud Sudan – uno dei paesi più poveri dell’Africa – e nello specifico a favore della gestione del Dipartimento di Pediatria.
Ne L’Informacuore di aprile/giugno 2015 abbiamo fornito elementi per valutare l’intervento e alcune foto che mostrano quanto realizzato a favore della popolazione di quella regione.
Considerato che il diritto ad essere curati è un bene primario il Consiglio Direttivo ha deciso di intervenire finanziando, questa volta, la borsa di studio per il corso di laurea in Medicina ad uno studente dell’Università Cattolica di Beira in Mozambico .
Dallo scorso 6 giugno il Mozambico può contare su 22 nuovi medici, pronti a spendersi per il proprio paese e a impegnarsi per la salute della propria gente. Si sono laureati presso l’Università Cattolica del Mozambico (UCM) che ha sede a Beira, la seconda città del paese, grazie all’appoggio di Medici con l’Africa Cuamm che è presente nella Facoltà di Scienze della Salute fin dal 2004.
Dal 2007 ad oggi sono 232 gli studenti mozambicani che hanno conseguito la laurea in Medicina a Beira: un risultato frutto del sostegno di tante persone che hanno creduto in questo progetto sia mediante la formazione vera e propria, come i medici Cuamm impegnati in veste di docenti e tutor – come il nostro dott. Giorgio Dalle Molle –, sia con il finanziamento di borse di studio per gli studenti più bisognosi.
Le stime parlano di 900 medici per 22milioni di abitanti; la metà di essi è concentrata nella capitale Maputo che dista 1200 chilometri da Beira.
Dal 6 giugno ce ne sono 22 in più che saranno distribuiti tra l’ospedale e i centri di salute dei distretti più periferici. Sembra solo una goccia in un mare di bisogno, ma nella sostanza, è il primo passo per la rinascita del sistema sanitario mozambicano.
Riteniamo infatti che “formare persone sia l’unico modo per combattere la povertà, la violenza, l’ingiustizia, il degrado morale, umano e ambientale”.

Adriano Pastore