Gisella-verticale

Il primo giorno di primavera, identifica una rinascita, un risveglio dal letargo invernale. L’incontro annuale dell’Associazione si è tenuto esattamente in questo giorno, forse un segnale inconscio che sottolinea l’importanza della vita che torna a sbocciare. Si chiama Assemblea Ordinaria, dove la parola “ordinaria” sta a significare una cosa che rientra nel consueto, un percorso scontato e atteso per poter tirare le somme su quanto è stato realizzato e concretizzato durante l’anno appena trascorso. La parola “ordinario” ha anche un altro significato, che non è quello che ci riguarda: “cosa di scarsa qualità, grossolano, dozzinale”. Lo statuto dice che è necessario convocare annualmente un’Assemblea Ordinaria, riferito al primo significato espresso. Nel nostro caso, riterrei più corretto, dal punto di vista umano, parlare di Assemblea Straordinaria. L’incontro infatti ha offerto un elevato contenuto di concetti, che sanno più di eccezionalità che di consuetudine. Ho già verbalizzato ufficialmente i punti salienti dell’incontro, soffermandomi in quel caso sulle cose, chiamiamole ufficiali. I verbali non contemplano emozioni, per raccontare queste è necessario ricorrere al notiziario. Nel corso dell’Assemblea sono state sottolineate, in più occasioni, alcune eccellenze di rilevanza notevole. Sto parlando di CardioAction, un modello di prevenzione secondaria che non conosce pari e del quale essere fieri e orgogliosi. Non solo è da mantenere bensì sarebbe da esportare in altre realtà – ha confermato con convinzione il Direttore Sanitario Dott. Roberto Toffanin -. Poco dopo il Primario di Cardiologia. Dott. Bortolo Martini, ha detto con entusiasmo che CardioAction è il miglior modello di prevenzione secondaria al mondo! Grazie alla riabilitazione secondaria le recidive sono praticamente scomparse ed è notevolmente aumentata la percentuale di sopravvivenza. Non sono forse questi segnali di rinascita e risveglio, come la primavera? Tante belle parole, dette con convinzione e sincerità, sottolineando  alcuni punti critici e migliorabili, raccontando ai presenti persino particolari personali negativi, dimostrando umiltà e consapevolezza. La vera ciliegina sulla torta è arrivata sul finale. Senza nulla togliere agli oratori precedenti, è stato l’ospite gradito, Dott. Loris Salvador a completare l’incontro donando meraviglie, stupore e ammirazione e scatenando, quelle che si chiamano emozioni, in tutti i Soci presenti, ed erano oltre un centinaio. Il Dott. si è presentato con semplicità, senza assolutamente sottolineare le sue doti di perfezione  bensì limitandosi a raccontare di sé quel tanto che basta per farsi conoscere ed instaurare fra lui e  il pubblico un certo feeling di complicità ed esponendo i risultati ottenuti finora nella sua professione. Alcune slides ce lo hanno fatto vedere bambino, adolescente, studente, ricercatore, medico, un percorso di vita che lo ha portato ad essere quello che attualmente è; un’eccellenza mondiale nella cardiochirurgia mini invasiva. Dal suo arrivo a Vicenza nel 2010, i numeri delle sue prestazioni sono scattati in alto vertiginosamente. Sesto centro del Triveneto nel 2010, con 632 interventi all’anno, saliti ad  800 nel 2014, primo a livello nazionale. La sua specialità è la riparazione delle valvole mitraliche utilizzando la chirurgia mini invasiva. Non si effettua anestesia ma solo una sedazione, il recupero è ovviamente molto più veloce. Ad oggi è l’unico al mondo ad eseguire interventi di questo tipo. La mortalità è ridotta al minimo, circa lo 0,3%. I numeri d’intervento non sono confrontabili con nessun altro centro al mondo! In sala non si sentiva volare una mosca, i presenti attenti, meravigliati e assorti nell’ascolto, inconsapevoli della fortuna di avere nel territorio un medico da record. Mentre parlava, con la sua disarmante semplicità, stavo pensando alle cose del mio quotidiano, al diario che abitualmente scrivo ogni sera e mi chiedevo vergognosamente cosa avrei mai potuto scrivere di me quella stessa sera, nulla che potesse somigliare anche lontanamente a quanto sentito di interessante e sbalorditivo in questa mattina. La conclusione, se possibile, ha stupito ancor di più: “Io faccio queste robe qua” – ha detto col sorriso il Dott. Salvador, e “queste robe qua” sono:  studio, capacità, lavoro, bravura, impegno, dedizione, ricerca, alta professionalità e grandi risultati. La targa della quale è stato omaggiato dall’Associazione è null’altro che un piccolo gesto di riconoscenza e ammirazione che arriva dal cuore!

Gisella