Rotablator - 2014Nella prima parte abbiamo visto cosa succede quando il cuore non riesce a garantire la sua funzione di pompa, quali siano i soggetti che possono ammalarsi  e quali sono le strategie messe in atto per contrastare questa malattia. Nella seconda parte affronteremo l’importante tema della prevenzione. La prevenzione dello scompenso cardiaco (SC) può essere definita come primaria, secondaria e terziaria. La prevenzione primaria è indirizzata a soggetti con presenza di fattori di rischio, la prevenzione secondaria è indirizzata a soggetti che hanno già subito un danno cardiovascolare come l’infarto, o soffrono di cardiopatia ipertensiva o di patologie delle valvole sopratutto pazienti anziani, ma non hanno mai avuto un episodio di SC. La prevenzione terziaria è quella rivolta alla riduzione dei ricoveri dei pazienti che già soffrono di SC.

La Prevenzione Primaria: il rischio di sviluppare lo SC, a livello di popolazione generale interessa ben definite categorie di soggetti: i pazienti affetti da cardiopatia ischemica (ex infartuati), gli ipertesi ed i diabetici e la probabilità aumenta quando nelle stesso soggetto coesistono nello stesso soggetto, inoltre l’invecchiamento e la comparsa di altre malattie croniche, l’obesità, l’insufficienza renale amplificano le probabilità di soffrire di SC. È per tale motivo che spesso fra gli addetti ai lavori si parla di “epidemia” dello SC e dell’ incalzante necessità di avviare programmi di prevenzione e screening per contrastarne l’impatto sulla salute pubblica e sulla spesa sanitaria. Una promettente e recente esperienza italiana ha consentito l’identificazione di oltre il 90% dei pazienti ad alto rischio con dei costi accettabili cosa non da poco in un momento economico che vede una costante riduzione dei finanziamenti nel settore della salute.

La Prevenzione Secondaria indirizzata a soggetti che hanno un danno cardiovascolare già definito come l’infarto o la cardiopatia ischemica viene egregiamente concretizzata dal servizio di riabilitazione cardiologica “CardioAction” con un programma che vede il coinvolgimento del paziente e dei familiari; i lavori di gruppo condotti da un infermiere e una dietista (per facilitare la costituzione di un gruppo di auto-aiuto e supporto); il controllo stretto dei comportamenti per 4 mesi;  l’esecuzione di uno schema di controlli clinici e strumentali; l’effettuazione di una terapia farmacologica in linea con gli studi più recenti, con il controllo diretto periodico della regolarità di assunzione.

La Prevenzione Terziaria rivolta alla riduzione dei ricoveri dei pazienti che soffrono di SC abbiamo visto si concretizza attraverso l’ambulatorio per lo Scompenso Cardiaco. La presa in carico del paziente con SC al momento della dimissione dall’ospedale pone diverse problematiche e richiede alcune fondamentali risposte assistenziali, tra cui:

1) l’ottimizzazione e gestione del trattamento farmacologico e non farmacologico;

2)  l’inserimento nella rete assistenziale per il paziente cronico

3) l’informazione e l’intervento educativo mirato all’autogestione ed all’aderenza ai programmi impostati con il coinvolgimento dei familiari; senza tralasciare il requisito importantissimo di una  organizzazione adeguata a garantire un pronto ed efficace intervento in caso di problemi urgenti o peggioramenti del quadro clinico.

Nella nostra realtà si cerca con le risorse disponibili di soddisfare al meglio questi aspetti e siamo pronti come già affermato a migliorare e se possibile estendere il nostro programma di assistenza ad un maggior numero di pazienti.

La nostra ULSS ha recentemente istituito un gruppo di lavoro multidisciplinare per definire il percorso clinico e assistenziale delle persone che soffrono di SC, nel team sono presenti medici ospedalieri infermieri esperti, medici di base, personale amministrativo, e a rappresentanza dei cittadini, l’Associazione Amici del Cuore con il suo presidente. L’auspicio è che a breve possa nascere un percorso che raccolga l’esperienza, la capacità e la competenza dei diversi professionisti al servizio dei pazienti che soffrono di SC.

A conclusione di questa seconda parte vogliamo ringraziare tutti i professionisti che quotidianamente collaborano con noi permettendo così all’ambulatorio per lo scompenso di essere veramente efficace e di rappresentare per gli assistiti un sicuro punto di riferimento; l’associazione amici del cuore che da sempre ci sostiene, e che, con i suoi incontri dedicati allo scompenso cardiaco, trasmette e diffonde nella cittadinanza le informazioni e la corretta comprensione di questa malattia così poco conosciuta, e spesso considerata e percepita dai pazienti stessi poco rilevante.

Il team dell’ambulatorio dello scompenso

Altre informazioni e materiale di interesse all’indirizzo internet

http://www.loscompensocardiaco.com/  accessibile anche dal portale degli amici del cuore www.amicidelcuorealtovicentino.org.