Care Amiche, Cari Amici, 

lo scorso 31 ottobre ho avuto la possibilità di ascoltare dal vivo, a Schio, la nota virologa  Ilaria Capua che con le sue scoperte e le sue decisioni coraggiose e controcorrente si è imposta all’attenzione mondiale. I riconoscimenti internazionali non le sono mancati, eletta “mente rivoluzionaria” nel 2008, è entrata nella classifica dei 50 scienziati top e nel settembre 2011 ha ricevuto il massimo riconoscimento nel suo settore: è davvero una scienziata che il mondo ci invidia.

Nell’intervento, frutto della sua esperienza internazionale, ha chiaramente manifestato che “le uniche iniziative di successo nel mondo sono frutto del lavoro di gruppo e sono costituite da un team multidisciplinare”.

Pur facendo le doverose proporzioni, possiamo riscontrare nell’ambito della nostra ULSS 4, la conferma di questa affermazione in quanto disponiamo di un nucleo di buone professionalità individuali che messe insieme riescono a produrre risultati di tutto rispetto. Mi riferisco al  processo riabilitativo chiamato “CardioAction”: se andiamo a verificare i risultati di quanto prodotto in questo decennio,  ultimo o primo dipende dai punti di vista, possiamo renderci conto dei risultati in termini salutistici – riabilitazione e prevenzione – e in termini economici – anche questi da non sottovalutare – che difficilmente trovano riscontro nel Triveneto.

Allora se i migliori risultati vengono prodotti da team multidisciplinari, come enunciato pubblicamente dalla nota scienziata, ci chiediamo a chi giova il calo di efficienza ed efficacia del Servizio privo per quattro mesi della dietista  e da un mese abbondante privo della fisioterapista? Questa volta il concorso è stato tempestivamente bandito e si è concluso alla fine di agosto; l’incarico risulta tuttora scoperto alla data in cui scrivo (11 novembre).

E’ evidente che questo disservizio, dovuto magari a disguidi interni,  va a ricadere su pazienti che con fiducia affluiscono quotidianamente al Servizio sopra citato.

Aggiungo anche un’ulteriore considerazione in merito alla annosa questione dei ricoveri degenziali tuttora privi di locali dedicati a consentire una adeguata riabilitazione, supportata da una piccola palestra attrezzata e da una sala arredata per trascorrere alcuni momenti di relax insieme ad altri pazienti  e/o familiari.

L’Associazione si è offerta, da mesi, di attrezzare adeguatamente le due sale mediante una regolare donazione: speriamo che questa nostra disponibilità venga accolta in tempi brevi!

Consentitemi un’ultima riflessione, scaturita anche questa durante la serata in oggetto, in merito all’attività di “ricerca” che  rappresenta una quota minimale del PIL e spesso viene, nel nostro Paese, totalmente trascurata.

Fatte le debite proporzioni la Nostra Associazione partecipa anche quest’anno – sesto consecutivo – alla campagna nazionale “Le noci del Cuore” il cui ricavato va a sostenere la ricerca cardiovascolare attraverso il Fondo Pricard gestito direttamente da Conacuore (Coordinamento Nazionale Associazioni del Cuore).

Ritengo questa piccola iniziativa una buona dimostrazione di sensibilità, generosità e concretezza nei riguardi dei cardiopatici presenti e futuri.                                                            

                                                                                     Adriano Pastore