Nella rassegna stampa dell’Age.na.s. riferita al 29 marzo/2 aprile scorso è stato inserito un articolo tratto da “Il Sole 24 Ore” che presentava i dati elaborati dall’Agenzia medesima che mettevano a confronto gli ospedali  italiani su un elenco di 32 prestazioni sanitarie.
L’U.O.C. di Cardiologia – diretta dal dr. Bortolo Martini – si è classificata all’ottavo posto in Italia nel 2010 (prima nel Veneto) per quanto riguarda la mortalità a 30 giorni dal ricovero conseguente ad un infarto.
Tale classifica è ancor più significativa se consideriamo che l’Alto Vicentino presenta una incidenza di malattie cardiovascolari doppia rispetto ad altre zone del Veneto, dovuta a cause ereditarie, come dimostrato dallo Studio L.E.O.G.R.A. realizzato in collaborazione con il Prof. Casiglia dell’Università degli Studi di Padova.
Il merito di questo risultato va ascritto non solo al Direttore dell’U.O.C. di Cardiologia ma anche al personale tutto che si prodiga con passione e competenza all’assistenza, alla prevenzione e alla riabilitazione.
E in questo ambito dobbiamo inserire anche il contributo fornito dalla nostra Associazione nell’ambito delle proprie competenze e nei limiti dettati dalla sua dimensione e operatività.
L’Associazione tutta porge le più vive felicitazioni al dr. Martini e agli operatori della Cardiologia per il risultato raggiunto, che deve tuttavia essere inteso come il benchmark dal quale partire per migliorare ulteriormente i risultati sin qui ottenuti.

Adriano Pastore